La lingua- l'uso dell'italiano
Esercizi sui tempi passati
(usate il conveniente tempo passato dell'indicativo)
Si é vendicato delle offese che (dovere) subire per anni.
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Mi furono attribuite frasi che (non pronunciare) mai.
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(Puntare) tutto su quell' unico figlio che finí per rovinarlo.
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Aveva deciso di partire , ma poi (ripensarci).
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Mentre la moglie lavorava, lui (essere) disoccupato.
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Ha fatto pratica nello studio di un avvocato e poi (cominciare) ad esercitare
la professione.
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Lei (passare) molti anni in collegio.
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Ieri sera Paolo (essere) molto elegante: (indossare) un abito a doppio petto
blu.
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La formula della Rivoluzione Francese (essere) " Liberta, Eguaglianza,
Fraternitá".
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Il fallito colpo di stato (mirare) il rovescimento della corona.
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Io (stare) in ansia, perché non ti vedevo di arrivare.
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Fino alla seconda guerra mondiale Italia (essere) un regno.
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Oggi non (avere) un momento di calma.
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Il gatto non sta bene: non (toccare) il cibo tutto il giorno.
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La polizia (spiare) da tempo i suoi movimenti e alla fine l' ha arrestato.
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Euripide (essere) un grande poeta tragico greco.
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Quella notizia (scuoterlo) e non si ancora ripreso.
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"Nessuno (venire) in gloria sedendo in piume."
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Braccio di Montone (essere) un capitano di ventura.
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Quando (studiare) all'universitá, Giulio (vivere) in una soffitta.
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Esercizi sulla coniugazione irregolare al passato remoto e al participio
passato.
(Non valere) né promesse né minacce.
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Improvvisamente (rompersi) l'argine e l'acqua.
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Dove (conoscere) la Sua futura moglie?
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La madre (stringere) a sé il bambino.
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Non (farvi) nessuna impressione?
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Usate le preposizioni convenienti
Ha smesso ......... studiare ed ho cominciato ......... lavorare e .........
quadagnarsi la vita. Non ho tempo ......... perdere.
Ti piace il mio vestito? L'ho comprato ......... quattro soldi.
La finestra ......... mia camera dá ......... strada.
Mi ha raccontato tutto ......... zeta.
Non ho il fazzoletto ......... naso: me ne puoi prestare uno ......... carta?
Questa pizza non sa ......... niente, é insipída.
Quella signora vestita ......... nero é la madre ......... Paolo.
Quella signora ......... nero é la madre ......... Paolo.
É un signore ......... cinquant'anni.
(Katerinov: La lingua italiana per stranieri- esercizi)
Il modo congiuntivo
- il congiuntivo presente
- il congiuntivo passato
- il congiuntivo imperfetto
- il congiuntivo trapassato
IL CONGIUNTIVO PRESENTE
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ATTENZIONE!
| andare dire dovere fare salire scegliere uscire venire volere dare sapere stare |
vada dica debba faccia salga scelga esca venga voglia dia sappia stia |
Quando si usa:
| si trova nella frase dipendente |
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| se il verbo principale esprime: |
- incertezza, opinione soggettiva |
nel caso delle parole (elencate sotto) nella frase dipendente:
CONGIUNTIVO PASSATO
| ESSERE / AVERE (in congiuntivo presente) ed il PARTICIPIO PASSATO |
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(del verbo principale)
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p.e:
Marco é contento che abbia accettato l' invito.
Luisa é contenta che sia arrivata in tempo.
IL CONGIUNTIVO IMPERFETTO
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ESSERE
fossi
fossi
fosse
fossimo
foste
fossero
ATTENZIONE!!!
| bere dire fare dare stare |
bevessi dicessi facessi dessi stessi |
Si usa:
nel caso dei verbi come:
p.e.:
Vorrei che Carla venisse con noi.
Avrei desiderato che Carla venisse con noi.
- oltre che con il verbo principale al passato (o trapasssato)
il congiuntivo imperfetto (e trapassato) si accorda anche con
il verbo principale al condizionale (semplice e composto),
se questo esprime volontá o desiderio.
Con il condizionale semplice dei verbi che non esprimono
desiderio o volontá , l'accodo con il congiuntivo presente
o passato
p.e.:
Direi che Franca faccia bene.
Penserei che Franca abbia fatto bene.
IL CONGIUNTIVO TRAPASSATO
| ESSERE / AVERE (in congiuntivo imperfetto) ed il PARTICIPIO PASSATO |
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(del verbo principale)
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p.e.:
Loro credevano che io avessi cambiato l'idea.
Loro credevano che noi fossimo rimasti in albergo.
Gian Lorenzo Bernini
(vita ed opere)
Architetto, scultore e pittore, il Bernini (1598-1680) fu
il genio maggiore del barocco italiano. Il problema del rapporto fra arte e
natura é da lui risolto in questi termini: l'arte non serve la natura, la supera.
A tradurre in atto una tale concezione artistica é indispensabile il possesso
di due doti: fantasia e tecnica.
La prima é per Bernini un dono innato; la seconda una acquisizione
precoce. A dieci anni il piccolo Gian Lorenzo disegnava perfettamente; a diciassette
era giá famoso, ed a poco piú di venti poteva chiedere ad Urbano VIII, che assisteva
all'esecuzione del <David>, di reggergli lo specchio entro il quale egli
si mirava con l'intenzione di dare il suo volto all'eroe biblico.
Cultore di tutte le arti - ma la sua produzione pittorica
é andata quasi interamente perduta - il Bernini trova nella scultura l'arte
che gli é piú congeniale. Il blocco di marmo é una sfida alla sua fantasia.
Il materiale é lí pronto ed é tutto suo. Sta all'abilitá dell'artista, alla
<sua> abilitá il saper ricavare da uno stesso elemento, le forme piú varie,
muscoli possenti e carni delicate... Esordisce con opere di soggetto mitologico:
<Il ratto di Proserpina> (1621-22), <Apollo e Dafne> (1622-25),
tutte e due alla Galleria Borghese. Vi torna anche in etá matura con la fontana
del Tritone (1642-43) a piazza Barberini, che é un inno alla gioia di vivere
e di creare.
Contemporaneamente a quella dello scultore, il Bernini esercita
la professione dell'architetto. Alla morte del Maderno, viene chiamato per finire
la costruzione di Palazzo Barberini (1629-32). A San Pietro realizza all'interno
il gigantesco Baldacchino (1624-33), la piú grande opera di bronzo che si conosca,
alto 29 metri. Dal 1648 l'artista progettó la grandiosa Fontana dei Fiumi di
piazza Navona, una delle piú belle piazze nel centro di Roma. Il papa Alessandro
VII, poi, impegnó il Bernini nella creazione del Colonnato di S. Pietro (1656-67)
che é la piú famosa costruzione del secolo.
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