La lingua - l'uso dell'italiano
Sostituite le forme convenienti del possessivo
Unite le due frasi, usando il conveniente pronome relativo.
Il Capodanno
Il capodanno presenta i caratteri di una festa che dá l'inizio ad un ciclo:
quello del nuovo anno. Il capodanno presenta due caratteristiche fondamentali:
da un lato L' eliminazione del male che si é accumulato nei mesi passati, dall'altro
il tentativo di procurarsi il bene per l'anno che viene.
Per quanto riguarda il primo aspetto, si possono ricordare due usanze:quella
di gettare dalla finestra oggetti e mobili vecchi e quella di fare scoppiare
fuochi artificiali.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, dobbiamo pensare ai cibi del Capodanno:
le lenticchie e le nocciole, ad esempio assomiglianano alle monete d'oro e favoriscono
la ricchezza. I primi dodici giorni dell'anno rappresentano i mesi. Se a Capodanno
piove, gennaio sará piovoso, se il tempo é bello, gennaio sará bello.
Il Carnevale
In genere il Carnevale cominicia con l'Epifania. Il carattere festivo si accentua
con il giovedí grasso e con gli ultimi tre giorni di Carnevale. É una festa
caratterizzata ancora dalla presenza delle maschere, in cui si devono scorgere
esseri diabolici che vengono da sottoterra.
A carnevale, come in tutte le feste d'inizio, si cerca di favorire un raccolto
abbondante. Le maschere potranno determinare una buona annata agricola. Si puo
ricordare che la stessa Befana non ha un carattere molto diverso, in quanto,
anticamente veniva rappresentata con una maschera sul viso.
Durante il giovedi grasso, il cui nome si deve all'uso di mangiare una minestra
con pezzi di lardo, si era soliti uccidere il maiale. Al culmine della festa
si brucia in piazza un pupazzo, che rappresenta il Carnevale. Con lui é eliminato
il male.
(Angelini- Móritz: Olasz nyelvkönyv II. p.:352-353.)

Gli indefiniti (sommario)
Gli indefiniti possono essere:
Indefiniti solo aggettivi:
|
Non si possono usare da soli, normalmente precedono il sostantivo, solo "qualsiasi" e "qualunque" possono anche seguirlo. |
p.e.: Ogni italiano o quasi, parla un dialetto. (egyes szám)
Ogni persona ha i suoi
problemi.
Ho ancora qualche
dubbio su quella facenda.
Potete venire un giorno
qualunque (un qualunque giorno) della prossima settimana.
Certi modi di fare mi
danno ai nervi.
Indefiniti solo pronomi:
| si usano sempre da soli e soltanto al singolare. |
p.e.: Gli uni e gli altri parlano in inglese.
Ognuno deve fare il proprio
dovere.
Qualcuno potrebbe pensare
male di te.
Chiunque sarebbe caduto
in quello scherzo.
Non c'é nulla
da sapere, non ho capito nulla.
Indefiniti aggettivi e pronomi
|
SINGOLARE |
|
| ciascuno/a nessuno/a alcuno/a altro/a molto/o tanto/a parecchio/a poco/a troppo/a quanto/a tale/- e tutto/a |
alcuni/e altri/e molti/e tanti/e parecchi/ie pochi/e troppi/e quanti/e tali/i tutti/e |
| Ciascuno ~ come ogni e ognuno esprime totalitá (persone/cose)-SINGOLARMENTE AGGETTIVO: -prende le terminazioni (végződés) dell'articolo indeterminativo. |
Qui ciascuno fa a modo suo.
Ciascun libro deve essere messo al suo posto.
| Nessuno ~ rappresenta il contrario di "ognuno" e "ciascuno". AGGETTIVO: prende le terminazioni (végződés) dell'articolo indeterminativo. Se segue il verbo, questo deve essere alla forma negativa. |
Nessuno ti capisce meglio di me.
Non abbiamo nessun disco di musica leggera.
| Alcuno ~ Si usa al singolare ed al plurale. SINGOLARE: in frasi negative o dopo la preposizione "senza", con lo stesso valore di "nessuno". PLURALE: indica una quantitá limitata come "ciascuno", "nessuno", prende la terminazione dell'articolo indeterminativo. |
Non ho alcuna idea su cosa regalare a Marta.
Alcune volte mi succede di capire male.
| Altro ~ se usato con l'articolo, indica persone, senza articolo di solito indica cose. |
Carla non fa altro che lavorare.
Desidera altro?
|
Molto, tanto, parecchio, poco, troppo, quanto ~ esprimono una
quantitá indefinitá. |
Studia molto, ma impara poco.
Ho ancora parecchie ore da finire il compito.
| Tale ~ si usa sopratutto come pronome, preceduto dall'articolo indeterminativo. |
Un tale ha lasciato questa lettera per te.
Ho incontrato dei tali che ti conoscono.
| Tutto ~ indica totalitá o intertezza, rappresenta la forma contrario di "nessuno" e "niente". |
So tutto di lui. (mindent)
Siamo rimasti a casa tutto il giorno. (egész)
Tutti i giorni succede qualcosa. (minden)
(Sistema del libro Katerinov: La lingua italiana per stranieri, p.: 295-300.)
L'Ottocento é un secolo denso di avvenimenti importantissimi per il futuro
del popolo italiano.
La Rivoluzione Francese ebbe una parte notevole nella storia d'Italia. Al principio
del secolo Napleone Bonaparte combatté contro l'Austria e i signori degli Stati
italiani, e dopo numerose battaglie, si rese padrone della penisola.
Peró, dopo la caduta di Napoleone, nel 1815, il Congresso di Vienna, a cui presero parte le cinque grandi potenze (Austria, Francia, Gran Bretagna, Prussia e Russia) riordinó l'Europa, e cosí Italia si trovava di nuovo divisa in numerosi Stati, sui quali Austria vigilava, pronta a reprimere qualunque manifestazione di libertá e indipendenza.
Ma la speranza della libertá e dell'unitá non si spense piú. Seguí il periodo del Risorgimento: le tre guerre di liberazione (1848, 1859-60, 1866) in cui lottarono eroicamente anche i volontari di Giuseppe Garibaldi (fra cui gli ungheresi István Türr, Lajos Tüköry), condussero finalmente all'unificazione del Paese, con l'occupazione di Roma, nel 1870, dalle truppe di Vittorio Emanuele II, primo re dell'Italia unita, "padre della Patria".
Durante l'Ottocento lavorarono e crearono i loro capolavori scrittori e poeti fra i quali piú grandi di tutta la letteratura italiana: Foscolo, Manzoni, Leopardi, Carducci, Verga.
Nell'Ottocento, secolo della musica italiana. (unitá precedente) visseró anche
i piú grandi compositori italiani. Alla prima generazione appartengono: Rossini,
Donizetti e Verdi.
Gli autori della seconda generazione sono: Puccini, Leoncavallo e Mascagni.
L'ultimo dei grandi compositori italiani é Pietro Mascagni. Egli deve la sua fama alla "Cavalleria rustica", composta in base ad una novella di Giovanni Verga. L'opera fu presentata la prima volta nel 1890, ebbe un successo enorme e in pochi mesi il nome del musicista divenne noto in tutto in mondo.
(Móritz- Szabó: Olasz nyelvkönyv II. p.:165-166)
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