Ventiduesima Unitá

La lingua - l'uso dell'italiano

Test di verifica

Vocaboli e comunicazione

Grammatica descrittiva Elementi di civiltá

 

Test di verifica

Sostituite le forme convenienti del possessivo

Unite le due frasi, usando il conveniente pronome relativo.

 

Vocaboli e comunicazione

Le feste d'Italia

Il Capodanno

Il capodanno presenta i caratteri di una festa che dá l'inizio ad un ciclo: quello del nuovo anno. Il capodanno presenta due caratteristiche fondamentali: da un lato L' eliminazione del male che si é accumulato nei mesi passati, dall'altro il tentativo di procurarsi il bene per l'anno che viene.
Per quanto riguarda il primo aspetto, si possono ricordare due usanze:quella di gettare dalla finestra oggetti e mobili vecchi e quella di fare scoppiare fuochi artificiali.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, dobbiamo pensare ai cibi del Capodanno: le lenticchie e le nocciole, ad esempio assomiglianano alle monete d'oro e favoriscono la ricchezza. I primi dodici giorni dell'anno rappresentano i mesi. Se a Capodanno piove, gennaio sará piovoso, se il tempo é bello, gennaio sará bello.

Il Carnevale

In genere il Carnevale cominicia con l'Epifania. Il carattere festivo si accentua con il giovedí grasso e con gli ultimi tre giorni di Carnevale. É una festa caratterizzata ancora dalla presenza delle maschere, in cui si devono scorgere esseri diabolici che vengono da sottoterra.
A carnevale, come in tutte le feste d'inizio, si cerca di favorire un raccolto abbondante. Le maschere potranno determinare una buona annata agricola. Si puo ricordare che la stessa Befana non ha un carattere molto diverso, in quanto, anticamente veniva rappresentata con una maschera sul viso.
Durante il giovedi grasso, il cui nome si deve all'uso di mangiare una minestra con pezzi di lardo, si era soliti uccidere il maiale. Al culmine della festa si brucia in piazza un pupazzo, che rappresenta il Carnevale. Con lui é eliminato il male.

(Angelini- Móritz: Olasz nyelvkönyv II. p.:352-353.)

 

Grammatica descrittiva

Gli indefiniti (sommario)

Gli indefiniti possono essere:

Indefiniti solo aggettivi:

Non si possono usare da soli, normalmente precedono il sostantivo, solo "qualsiasi" e "qualunque" possono anche seguirlo.

p.e.: Ogni italiano o quasi, parla un dialetto. (egyes szám)
        Ogni persona ha i suoi problemi.
        Ho ancora qualche dubbio su quella facenda.
        Potete venire un giorno qualunque (un qualunque giorno) della prossima settimana.
        Certi modi di fare mi danno ai nervi.

Indefiniti solo pronomi:

si usano sempre da soli e soltanto al singolare.

p.e.: Gli uni e gli altri parlano in inglese.
        Ognuno deve fare il proprio dovere.
        Qualcuno potrebbe pensare male di te.
        Chiunque sarebbe caduto in quello scherzo.
        Non c'é nulla da sapere, non ho capito nulla.

Indefiniti aggettivi e pronomi

SINGOLARE

PLURALE
ciascuno/a
nessuno/a
alcuno/a
altro/a
molto/o
tanto/a
parecchio/a
poco/a
troppo/a
quanto/a
tale/- e
tutto/a
alcuni/e
altri/e
molti/e
tanti/e
parecchi/ie
pochi/e
troppi/e
quanti/e
tali/i
tutti/e

Ciascuno ~ come ogni e ognuno esprime totalitá (persone/cose)-SINGOLARMENTE
AGGETTIVO: -prende le terminazioni (végződés) dell'articolo indeterminativo.

Qui ciascuno fa a modo suo.
Ciascun libro deve essere messo al suo posto.

Nessuno ~ rappresenta il contrario di "ognuno" e "ciascuno".
AGGETTIVO: prende le terminazioni (végződés) dell'articolo indeterminativo.
Se segue il verbo, questo deve essere alla forma negativa.

Nessuno ti capisce meglio di me.
Non abbiamo nessun disco di musica leggera.

Alcuno ~ Si usa al singolare ed al plurale.
SINGOLARE: in frasi negative o dopo la preposizione "senza", con lo stesso valore di "nessuno".
PLURALE: indica una quantitá limitata come "ciascuno", "nessuno", prende la terminazione dell'articolo indeterminativo.

Non ho alcuna idea su cosa regalare a Marta.
Alcune volte mi succede di capire male.

Altro ~ se usato con l'articolo, indica persone, senza articolo di solito indica cose.

Carla non fa altro che lavorare.
Desidera altro?

Molto, tanto, parecchio, poco, troppo, quanto ~ esprimono una quantitá indefinitá.
SINGOLARE: si riferiscono a cose.
PLURALE: possono indicare sia persone che cose.

Studia molto, ma impara poco.
Ho ancora parecchie ore da finire il compito.

Tale ~ si usa sopratutto come pronome, preceduto dall'articolo indeterminativo.

Un tale ha lasciato questa lettera per te.
Ho incontrato dei tali che ti conoscono.

Tutto ~ indica totalitá o intertezza, rappresenta la forma contrario di "nessuno" e "niente".

So tutto di lui. (mindent)
Siamo rimasti a casa tutto il giorno. (egész)
Tutti i giorni succede qualcosa. (minden)

(Sistema del libro Katerinov: La lingua italiana per stranieri, p.: 295-300.)

 

Elementi di civiltá

La storia dell'Ottocento

L'Ottocento é un secolo denso di avvenimenti importantissimi per il futuro del popolo italiano.
La Rivoluzione Francese ebbe una parte notevole nella storia d'Italia. Al principio del secolo Napleone Bonaparte combatté contro l'Austria e i signori degli Stati italiani, e dopo numerose battaglie, si rese padrone della penisola.

Peró, dopo la caduta di Napoleone, nel 1815, il Congresso di Vienna, a cui presero parte le cinque grandi potenze (Austria, Francia, Gran Bretagna, Prussia e Russia) riordinó l'Europa, e cosí Italia si trovava di nuovo divisa in numerosi Stati, sui quali Austria vigilava, pronta a reprimere qualunque manifestazione di libertá e indipendenza.

Ma la speranza della libertá e dell'unitá non si spense piú. Seguí il periodo del Risorgimento: le tre guerre di liberazione (1848, 1859-60, 1866) in cui lottarono eroicamente anche i volontari di Giuseppe Garibaldi (fra cui gli ungheresi István Türr, Lajos Tüköry), condussero finalmente all'unificazione del Paese, con l'occupazione di Roma, nel 1870, dalle truppe di Vittorio Emanuele II, primo re dell'Italia unita, "padre della Patria".

Durante l'Ottocento lavorarono e crearono i loro capolavori scrittori e poeti fra i quali piú grandi di tutta la letteratura italiana: Foscolo, Manzoni, Leopardi, Carducci, Verga.

Nell'Ottocento, secolo della musica italiana. (unitá precedente) visseró anche i piú grandi compositori italiani. Alla prima generazione appartengono: Rossini, Donizetti e Verdi.
Gli autori della seconda generazione sono: Puccini, Leoncavallo e Mascagni.

L'ultimo dei grandi compositori italiani é Pietro Mascagni. Egli deve la sua fama alla "Cavalleria rustica", composta in base ad una novella di Giovanni Verga. L'opera fu presentata la prima volta nel 1890, ebbe un successo enorme e in pochi mesi il nome del musicista divenne noto in tutto in mondo.

(Móritz- Szabó: Olasz nyelvkönyv II. p.:165-166)

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