Ventitreesima unitá

La lingua - l'uso dell'italiano

Test di verifica

Vocaboli e comunicazione

Grammatica descrittiva Elementi di civiltá

 

Test di verifica

Trasformate le seguenti frasi secondo il modello:

Qualche anno fa vinsi un millione al totocalcio.
Alcuni anni fa vinsi un millione al totocalcio.

Completate le frasi secondo il senso.

Completate le frasi con la forma conveniente dell'indefinito.

Traducete le frasi.

(Katerinov: La lingua italiana per stranieri, p.:301-302, 307.)

 

Vocaboli e comunicazione

Le feste d'Italia

Il calendimaggio

É molto conosciuto in Italia il Calendimaggio, che é una festa dell'inizio della primavera.
Il primo maggio si cantavano serenate sotto le finestre delle ragazze. Ma ad esse si offrivano anche rami fioriti.
In alcuni regioni, come la Liguria, il ramo viene sostituito con un piccolo albero che si pianta davanti alla porta dell'innamorata.
In altri luoghi il primo maggio é il giorno adatto per mettere un pezzo di legno davanti alla porta della ragazza amata. Se il legno sará ritirato vorrá dire che la ragazza accetta la corte, in caso negativo sará gettato in mezzo alla strada.

Ferragosto

Ferragosto cade intorno al 15 d'agosto in una giornata di riposo durante i lavori agricoli.
Vi é un uso molto frequente di accendere un faló durante la notte di Ferragosto.
Invece a Roma si allaga la Piazza Navona, in quanto anche l'acqua, come il fuoco, ha una virtú purificatrice.
Durante il Ferragosto si tengono molti giochi, fra questi anche il famoso Palio di Siena.

(Angelini- Móritz: Olasz nyelvkönyv II., p.: 454- 455)

Grammatica descrittiva

Le particelle "ci", "vi", "ne"

CI- la particella "ci", ha valore avverbiale, si usa con verbi come: andare, venire, essere, stare, rimanere.

Altro valore della particella "ci".
CI = a ció, su ció, in ció

La particella "ci", é usata, inoltre con i verbi, come: "vederci", "sentirci", ma con l'uso della particella cambia il significato del verbo

Sommario:

CI =
in una cosa
a una cosa
su una cosa

Nota: per motivi stilistici o fonetici al posto della particella "ci", si puo usare, con lo stesso valore la particella "vi"

La particella "ne"

NE ~ ha un valore partitivo

Altri valori della particella "ne"

Sommario:

Parlo
Sono sicuro
Sento la mancanza
DI una cosa/ persona = NE
parlo
sono sicuro
sento la mancanza
Mi importa
Mi ricordo
Mi dimentico
DI una cosa/ persona = Me ne
impronta
ricordo

dimentico
Esco Da un posto
Vado via da un posto
NE esco.
Me ne vado.

(sistema del libro Katerinov: La lingua italiana per stranieri, p.: 211-215)

 

Elementi di civiltá

Ugo Foscolo
(Zacinto 1778- Turnham Green 1827)

Nacque a Zacinto, isola del mar lonio, appartenente ancora a Repubblica Veneta. Dopo la morte del padre, a dieci anni, si trasferi con la madre e i fratelli a Venezia.Qui Ugo fin gli studi classici si nutrí delle idee politiche e sociali che la Rivoluzione Francese diffoneva in Europa.

Nel 1797 quando col trattato di Campoformio Napoleone cedette a Venezie all'Austria, Foscolo lasció definitivamente la cittá e andó a Milano. É di questo tempo il suo romanzo epistolare " Ultime lettere di Jacopo Ortis", che prende il suo soggetto dalla disperazione del protagonista per la perdita della sua patria.
Fu soldato volontario, combatté eroicamente contro gli Austri- Russi.

Intanto, nei primi anni del secolo scrisse le sue odi: A Luigia Pallavicini caduta di cavallo e All'amica risanata, inoltre dodici sonetti: Alla sera, Il proprio ritratto, A Zacinto, In morte del fratello Giovanni che sono tra i piú belli.
Nel 1807 scrisse il carme Dei Sepolcri, il suo capolavoro, e piú tardi i tre inni delle Grazie.

Dopo la disfatta di Waterloo (1815) e il ritorno degli Austriaci in Lombardia, il Foscolo partí in volontario esilio. Si rifugó prima in Svizzera, poi in Inghilterra dove passó gli ultimi anni della sua vita.

Dei Sepolcri

"A ciprus árnyékában s az urna mélyén,
mit elsirattak búsan, tán nem oly zord
a holtak álma, mondd? Ha már a nap nem
nekem termékenyíti itt e földön
az állatok és növények bús családját,
s ha eljövendő óráim se lejtik
előttem csalfa táncukat, barátom,
s nem hallom többé szelíd dalod sem
s a zsongító zenét, mely benne lüktet,
ha a holt szívem sem ihletik meg újra
a Múzsák s Ámor mámoros sugalma…"

(Móritz- Szabó: Olasz nyelvkönyv I/B p.: 166.)

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